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mercoledì 4 giugno 2014

Non battere le palpebre!


Dice: "Ma ti sei accorto, sì, che è un anno che non scrivi niente su questo blog?".
Quello che dice, ovviamente, è Pinolo, il mio megalofelino.
"Sì, Ok, Pinolo. Innanzitutto non mi sembra che si sia lamentato nessuno, quindi..."
"Ma che c'entra? Da quando in qua i blog si scrivono per gli altri? I blog te li scrivi per te e, nel 99% dei casi, te li leggi da solo".
"A maggior ragione! Visto che è una cosa per ME, lo aggiorno quando stracazzaccio voglio io, no?".
"Vabbè, se ti metti a fare il sofista allora è inutile".
"Pinolo, sai benissimo che non voglio essere insultato con parole che non conosco!"
"Minus habens..."
"Ok, metà croccantini per una settimana".

A quel punto, Sua Rotondità allarga le pupille come Padre Justin di Carnivàle, mi addenta una mano e se ne va producendo uno strano miagolio che assomiglia molto a "Malimortaccituadestofiodenamignotta".

Dice: "E chiccazzè Padre Justin?". Ecco, è questo bell'omino qui sopra.
 
OK, è passato un anno. E allora? Non è che sia cambiato molto nella mia vita.
Ho perso 8 chili, ho avuto alti e bassi lavorativi, ho preso un paio di meritatissimi due di picche... solite cose.

"Solite cose un paio di palle!"

Oggi è giornata.
Davanti a me c'è Omega. Voi vi chiederete: chi è Omega? È presto detto: Omega sono io. O meglio... sono il me del 2042, incattivito e incazzato per tutte le minchiate che avrò fatto fino ad allora. Ogni tanto torna a trovarmi per insultarmi e rimproverarmi di avergli rovinato la vita.

"Ciao, Omo".
"Non chiamarmi così, stronzetto".
"Veramente preferirei non chiamarti e basta. Allora, che vuoi?"
"Intanto vorrei una pensione, coglionazzo di un coglionazzo. Bello fare il freelance, eh? Peccato che arrivato a 70 anni non hai più gli occhi buoni..."
"...e il cervello...", penso io.
"Guarda che lo so cos'hai pensato, grancazzone! E per colpa della tua mancanza di previdenza e lugniri... murigni... cuzzenbazz..."
"Lungimiranza?"
"Sì, quella. Insomma, per colpa tua io sono costretto a vivere della generosità degli altri. E no: sai benissimo che non posso darti nessun dettaglio".
"Senti, non è proprio il momento. Devo tradurre un film horror della minchia e..."
"Te lo dico io qual è un film horror! Essere costretto a chiedere a Lapinella e Francesco di dormire sul loro divano!"
"Sei sicuro di essere il MIO futuro e non quello di Salvo?"

Salvo Agente è un amico comune. Fra le altre cose, è un genio. Ma di quelli veri. Non come succede ora, che basta che fai un gioco di parole della minchia e ti tirano i "genio" appresso. Credetemi, parlo per esperienza personale. Comunque, un giorno ve ne parlerò. Per ora vi anticipo solo che, fra le sue tante caratteristiche, c'è anche quella di farsi un tour delle case dormendo un po' qua e un po' là. In cambio, prepara dei pasti esagerati. La leggenda dice che si materializzi direttamente sugli zerbini, già con il dito sul campanello, e che non abbia dormito nello stesso posto per più di 3 giorni consecutivi dal novembre del 2008.

"Allora, 42 anni buttati al vento, sappi che se fossi il futuro di Salvo, non avrei tutti i problemi che ho!"
Quindi gli è andata bene, nella vita. So' contento, se lo merita.

"Senti, Omo, mi dici stavolta che vuoi?"
"Devi scrivere sul blog".
"E no, però! Ti ci metti anche tu?"
"È importantissimo!"
"Ma perché?"
"Non te lo posso dire"
"Omo?"
"Sì"
"Vaffanculo"
"Non fare il coglione. La tua... la nostra vita può cambiare se pubblichi un aggiornamento del blog il 4 giugno alle 12:28 in punto".
"Certo, come no..."
"Sul serio! Non posso entrare nei dettagli, ma questo post rivoluzionerà tutto"
"E cosa devo scrivere?"
"Non lo so. Nel mio futuro non l'hai scritto, quindi..."
"Quindi come cazzo fai a sapere che cambierà tutto?"
"La gente pensa che il tempo sia una mera progressione di cause ed effetti. Ma in realtà, da un punto di vista non lineare e non soggettivo, è piu' una grossa palla di traballante e traballosa... roba... temporaleggiante".
"Questa l'ho già sentita..."
"Insomma, SCRIVI!"
"Ma non ho niente da scrivere!"
"Non importa. Stronzo. Fanculo. Addio!"
E se ne va, con un rumore di chiave che struscia sulle corde di un pianoforte.

So' tutti buoni... anzi, so' tutto buono a dire "Scrivi".
Mi metto davanti al computer... niente. 
Esco in terrazza... niente.
Mentre sono lì che mi dispero, rientra Pinolo.
Mi guarda con l'espressione di chi ordina "CIBO!"
"Va bene. Ora ti do da mangiare"
"Non voglio da mangiare"
Oh, questa è nuova...
"E allora che vuoi?"
Dice: "Ma ti sei accorto, sì, che è un anno che non scrivi niente su questo blog?".

Una grossa palla di traballante e traballosa... roba... temporaleggiante.

domenica 5 agosto 2012

L'amore di gruppo



Lo confesso: non l'avevo mai fatto. Mi ci sono ritrovato per caso. 

Alla fine di una cena, la proposta era venuta da Francesco: "Che ne dici, Fabbiotu'? Secondo me viene fuori una cosa carina!".

Osservai gli altri due presenti: Lapinella e mio fratello Uzzazziz. Non ero convinto.
"Guarda, Francesco... non ti devi offendere, ma io ho problemi persino a farlo in due! Queste cose mi vengono meglio da solo".

Lapinella attivò la modalità Jessicarabbit, inclinandosi in avanti quel tanto che bastava per mettere in evidenza il perame e sussurrando: "E dai... siamo noi. Se poi non ti piace, puoi sempre smettere".

Guardai mio fratello, che fumava come al solito, cercando in lui un appoggio morale. Anche senza parlare, il suo "Ammenonmenefregauncazzo" era evidentissimo.

"Dai, è andata Fabbiotu'!", disse Francesco, e lo tirò fuori.
Poi lo attaccò alla presa della corrente, caricò MacOs e iniziò a descrivere la situazione:
"C'è questo spettacolo che faremo a fine agosto a Pescara. Al momento c'è una data sola, ma hai visto mai... L'idea è: quattro favole parodiate. Per ora abbiamo l'inizio della prima. Che ne dici? Lo scriviamo noi quattro insieme?".

Che potevo dire?

Dopo due settimane di lavoro intenso, la prima stesura è completa e dell'idea iniziale è rimasto un vago ricordo.
Però avevano ragione: mi è piaciuto parecchio e mo' ho voglia di rifarlo.

Tutta colpa delle pere di Lapinella, come al solito! 

domenica 8 luglio 2012

La sindrome di Sheldon Cooper

"Bravo! Bravo! Ma è meraviglioso!!!".

La mia amica Lapinella applaude estasiata come una bambina, mentre un venditore di giochi di prestigio le fa apparire due palline di gommapiuma in mano (invece che solo una, come lei si aspettava).
Queste, per la precisione.

Mentre ci allontaniamo sul Lungotevere, il demone del Puntalcazzo inizia a rodermi dentro. "E dai... che sarà mai... tanto è una sciocchezza!".

Cedo.

"Sai come ha fatto? Ha premuto la seconda pallina sulla prima e quindi te le ha messe in mano tutte e due fin dall'inizio".

Lei si ferma, mi guarda e passa dalla modalità A alla modalità B. Lapinella ha diverse modalità. La A è quella che io chiamo "Folletto": saltella, ridacchia e strillicchia piena d'energia. La B è la "Moteromperculo". Non credo ci sia bisogno di descriverla.

Francesco, suo partner storico, mi guarda come a dire: "Fabbiotu', mo' so cazzi tua".

"Sei uno stronzo!!!", mi grida. "Ma perché devi sempre fare così? Mi ha messo in mano due palline? E allora? Sticazzi! Non potevi lasciarmi sognare? La pianti di essere sempre Sheldon Cooper?".

Questo è Sheldon Cooper. Se non sapete chi è... Google è vostro amico.

"Ma io..."

"Ma io un par di palle. Di gommapiuma!!!". La modalità B, a volte, sfora decisamente nella C, detta "La volgarona". Solitamente, viene usata in compagnia per far ridere gli amici. Quando diventa tutt'uno con la B, sono cavoli.

"Stotestadecazzolimortaccituapezzodemmerdache... UH, I PALLONCINI!!!".

Altra caratteristica di Lapinella è passare repentinamente da una modalità all'altra. Infatti, si allontana saltellando verso il venditore di palloncini, indicandone ridacchiando uno che DOVREBBE essere un coniglio ma assomiglia più a un pene eretto da 60 cm. Sì, anche le modalità A e C a volte si mescolano. 

Francesco mi dà una pacca sulla spalla e mi dice: "Fabbiotu', te la sei cercata". Poi raggiunge la sua adorata metà e le compra il "falloncino". Eviterò di riferire le 6 pose mimate da Lapinella appena avuto il regalo. 
Una la chiameremo "Ma non è un hot dog".

Li guardo e penso che è vero. Perché devo sempre precisare tutto? Non potrei lasciar correre tante cose? Che fastidio mi dà, in fondo, se uno scrive "fa" con l'accento? Perché sento l'istinto irrefrenabile di dire l'anno di pubblicazione di ogni canzone che viene citata?

Che poi uno rischia di diventare così...

Mentre Lapinella assume la posa "Vediamo se ho la febbre", mi riprometto che non lo farò più. D'ora in poi, vivi e lascia vivere!

Poi torno a casa, vado su Facebook, e leggo questo.

"bello callo callo... co sto callo... prima o poi ce fai er callo... Callo cor callo... t'accalla e nun s'accolla... ma ndo lo collochi? ar callo, no?"

Niente di che. Un amico di Lapinella (e ti pareva) che commenta una sua foto. Poi, però, aggiunge: "sonetto composto appositamente". 

SONETTO?!?

Tralasciando le variazioni (caudato, rinterzato, eccetera), un sonetto ha le sue regole! Tanto per cominciare, deve essere composto da due quartine e due terzine interamente in endecasillabi! Poi deve avere una gestione delle rime interna, a scelta dell'autore.
No, razza di ignoranti! Non è Giuliano Ferrara, né Giuseppe Battiston. E' Giovanni Pascoli, vi venisse un colpo!
E lì, il demone del Puntalcazzo inizia a urlare ferocemente: "GRAAAAARRRRR!!! Fagliela vedere, a 'sto stronzo! Riducilo a un pizzico! Magnatelo vivo!".

"Ma nemmeno lo conosco... e poi ho deciso di smetterla".

"Gnè gnè gnè... la signorina ha paura!"

"Ma paura di che?!?"

"Della reazione di Lapinella!!!"

Un po' ci aveva preso, dannato demone. Avevo dovuto ridere forzatamente a tutte le pose col "falloncino" per tornare al classico rapporto fraterno con la mia amica che, per tutto il resto della serata, era rimasta in modalità Follarona (Folletta+Volgarona). 
Avevo accennato un sorriso anche quando il "falloncino" si era sgonfiato, riducendosi a un vermetto minuscolo, e lei aveva detto: "Ecco! Prima era quello di Frange', ora è quello tuo!".
Che poi, il mio amico Francesco a John Holmes un po' gli assomiglia pure.
Mentre ero lì che litigavo con il demone del Puntalcazzo, mi arriva un messaggio privato. E' Lapinella.

"Te stai a rode er fegato per il Sonetto, eh stronzone? :-D".

Io a Lapinella voglio davvero bene.

Come Sheldon Cooper vuole bene a Penny.

lunedì 28 maggio 2012

Un blog che galleggia e attira le mosche

"Fabbiotu', noi siamo due merde!".
Il mio amico Francesco mi saluta così. Innanzitutto, sì: Fabbiotu' sono io. Non ho ancora ben capito se sia una contrazione+elisione del mio nome e cognome, oppure se sia un'unione del mio nome più il pronome personale "tu" per rafforzarlo. In questo caso, parlando di sé, lui dovrebbe dire "Francéio".

Comunque, secondo lui siamo due merde. Già il fatto di non ritrovarmi inserito da solo nella categoria mi consola: potremo chiacchierare amabilmente, mentre la corrente ci trasporta galleggiando verso il mare.
Raggiunto il quale, probabilmente andremmo a vivere insieme qui.

Sì, ma perché saremmo due merde?

"Perché non aggiorniamo i nostri blog da una vita!".

Ok, allora chiariamo un punto. Innanzitutto Francesco non aggiorna il suo da quasi tre mesi, mentre io da meno di due. Quindi è PERLOMENO di un terzo più merda di me. Ora, io non so che unità di misura si utilizzi per misurare il grado di stercaggine (un Brunovespio? Un Carlocontio? Un Gilettio? Un Bazluhrmanio?), però non siamo di sicuro sullo stesso gradino del podio!

"Eh, no! Ma io ci ho avuto da fare, Fabbiotu'!"

E qui voglio aprire una breve parentesi sul fatto che la gente ritenga che io non faccia un cazzo tutto il giorno (tranne riempire le frasi di congiuntivi, come appena dimostrato).
Sì, lavoro da casa. Sì, con il computer. E sì, traduco videogiochi (anticipo la domanda: No, non gioco gratis).
Mettiamoci pure che sì, mi sveglio alle 9 e non devo spostarmi nel traffico (a meno che Pinolo non mi ostruisca il passaggio per la stanza in cui c'è il computer).
Questo non vuol dire che io non faccia NULLA dalla mattina alla sera.
Esprimo pazientemente questo concetto a Francesco. Lui mi ascolta, rimane qualche secondo in silenzio, poi scuote un attimo la testa.

"Uh, scusa Fabbiotu'! Quando inizi a parlare, solitamente il mio cervello si astrae e inizia a pensare a quello che devo fare. Eh, beato te che non hai un cazzo da fare tutto il giorno e puoi permetterti di parlare così tanto!".

Per fortuna, il professor Hans Von Sfanz mi ha fornito un prototipo di proiettore neurale. Per cui lo punto sulla testa di Francesco, poi lo collego al televisore e rivediamo a cosa stava pensando mentre parlavo: MILF padovane che stendono la sfoglia.
Esatto, non usa il mattarello. E non guardatemi così: questa è la fantasia erotica di Francesco, NON la mia!

"Vabbuo', Fabbiotu'! L'omm' è omm'! Beato te che a 'ste cose non ci pensi mai!".

Pure?!? Nient'altro? Sono single da quasi due anni, credi davvero che non mi passino mai per la testa immagini di mondine vercellesi che si riposano ascoltando vecchi 33 giri dopo una lunga giornata di lavoro?
No, perché mo' volete venirmi a dire che la Mangano in "Riso amaro" era brutta!?!
Però un po' una merda mi ci fa sentire... In effetti dovrei scrivere più spesso.
 
"OK, Francesco! Allora ti sfido: vediamo chi di noi due aggiorna prima il suo blog!"
 
"Bella forza, Fabbiotu'! Io sto sul set dalla mattina alla sera, tu ti spaparacchi bello comodo sulla poltrona con il gatto accanto! Come si chiama... Pitale? Cannolo?"
"Pinolo! Ma ti pare che chiamavo il gatto Pitale?!?".
"E che ne so, tu sei Tuttostrano!".

E tre. Sono pure tutto strano. Anzi, Tuttostrano, tutto attaccato, come se fosse un soprannome. Forse "Fabbiotu'" sta per "Fabbiotuttostrano"!!!

Pinolo alza un attimo la testa dalla caviglia sopra cui mi si è acciambellato, sbuffa un "Guarda che è già mezzogiorno..." e si riaddormenta.
 
Mezzogiorno?!? Ma io devo lavorare!!! Quanto tempo ho perso?
Poi mi lamento se la gente pensa che non faccio un cazzo tutto il giorno...


P.S.:
Ah... questo è il blog di Francesco. E sì, non c'è bisogno che me lo diciate. Lo so già che è MOLTO meglio del mio.