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martedì 4 giugno 2013

Ricetta: Il pesto quasi quasi

Al grido di "Chef Cannavacciuolo? E famme 'na pizza a du' mani!", torna la rubrica di cucina che tanto amate. Vero che l'amate? Niente, mai una gioia... che gente!

IL PESTO QUASI QUASI
Bravi, prendete il sole... non sapete cosa vi aspetta!

 Ingredienti (attenzione alle dosi!)

  • Basilico (un bel po' di mazzetti a foglia PICCOLA) 
  • Aglio (a seconda di quanta vita sociale avete)
  • Pecorino (senza malizia)
  • Parmigiano (no, non ho detto Grana Padano!)
  • Olio d'oliva (dopo vi dico quale)
  • Pinoli ('na scafarea, una pioggia, un vivamaria di pinoli!)
  • Due grani di sale grosso (facoltativi, ne parliamo dopo)

Preparazione

Allora, facciamo subito a capirsi: questo è un pesto QUASI QUASI. Ciò significa che è un pesto che si avvicina molto a come dovrebbe essere un pesto DOP genovese, ma con qualche piccola licenza perché non tutti possiamo imbarcarci in avventure alla Indiana Jones per recuperare la Sacra Foglia di Basilico dal culo di un golem. Ok?
"Ah, ecco dove lo nascondevi!"
Allora... in un mondo perfetto, ora vi direi di prendere il vostro mortaio DI MARMO con il pestello DI LEGNO. Ma in un mondo perfetto, la ragazza che mi piace tanto non starebbe per sposarsi. Quindi direi che dobbiamo tutti rassegnarci all'idea che la vita con alcuni di noi è ingiusta e spietata e tirare fuori dal freezer il cestello e la lama del frullatore.

Avevo detto che era "quasi quasi", no? Ecco, il quasi è praticamente tutto qui.

Un aneddoto: una volta ho fatto un pesto davvero buono.
Ho detto che era un aneddoto, non che fosse un BELL'aneddoto.

Volete sapere perché il mortaio di marmo ma il pestello di legno? E quanti cazzi, però... D'accordo: il mortaio di marmo perché non assorbe e il pestello di legno perché strappa le foglie. Mo' vi è cambiata la vita? Ecco, appunto. Non fatemi perdere altro tempo.

Demoralizzato piuttosto e anzichenò, mi rendo conto che nessuno a questo punto si è chiesto "tirare fuori dal freezer il cestello e la lama del frullatore?!?". Sono queste cose che mi fanno perdere fiducia nell'umanità.
Sì, dal freezer. Perché, usando il frullatore, rischiate di "cuocere" il pesto mentre lo preparate. Cosa da non fare ASSOLUTAMENTE, pena ritrovarvi al posto del pesto (Ah! Ah! Ah! Che gustoso giUoco di parole!) il golgotano del film Dogma.
"Nato né da uomo né da donna!"
 
Tenendo quindici minuti cestello e lama nel freezer, prima di iniziare a preparare il pesto, il rischio di "cottura" diminuisce.
ATTENZIONE, NON SPARISCE... DIMINUISCE!
Tutto dipende da quanto ci andate pesanti con la manina sull'interruttore, razza di trogloditi! Ma ne parleremo poi.

Ora buttate via i due grani di sale grosso.
Ah, lo stupore ebete sui vostri volti... Ma secondo voi, a che servivano DUE GRANI di sale grosso? A SALARE, forse? Certo che no! Servono solo nel caso del mortaio di cui sopra, per strappare meglio le foglie di basilico. Ma voi il mortaio non ce l'avete, perché altrimenti io ora non sarei qui a scrivervi ma sarei sul sedile posteriore di un autobus con la tipa accanto e Simon & Garfunkel in sottofondo mentre scorrono i titoli di coda. Quindi, buttate quel cazzo di sale. Dietro le spalle, negli occhi di vostro nonno, nel culo del cane, dove volete! Tanto non vi porterà fortuna né sfortuna. Sul serio. Credetemi sulla parola. Vabbè, fate come vi pare. A me non cambia nulla.

Torniamo a noi. La procedura col mortaio ("Hello darkness my old friend... I've come to talk with you again...") prevede un ordine ben preciso nella lavorazione degli ingredienti. Quella con il frullatore, invece, prende la denominazione tecnica di procedura "a cazzaccio".   
Così come formulata dall'esimio Professor Zirio Mbriachella, del Massachussettessrtetsss Institute of Technology.
  

Pelate l'aglio, togliete l'anima (come se servisse DAVVERO a qualcosa), tagliatelo in quattro e mettetelo nel cestello. 
Oh, a me l'aglio piace nel pesto. Io ci metto due spicchi grossi, di quello rosso. Tanto non è che... ecco, esatto, avete capito ("This is the sound... of silence...").

Già che ci siete, buttateci dentro pure i pinoli e iniziate a frullare.
PIANO, PEDDIO!!! Non potete girare la manopola a "rotazione massima" e andarvi a fumare una sigaretta! Sennò, freezer o non freezer, il pesto si "cuoce" e so' biastime.
Dovete andare a piccole frullate intermittenti. Ecco, così. Una frullata... e una rilassata. Una frullata... e una rilassata.


Ora potete aggiungere il parmigiano e il pecorino. Io vi consiglio un misto di una parte di pecorino romano (più salato) e due di pecorino sardo (più dolce), poi in finale sono cazzi vostri.

E così, avete formato una simpatica palletta gommosa.

Date da mangiare al gatto, che altrimenti non vi farà andare avanti.
Voltatevi verso il tavolo e maledicete il gatto che, mentre gli stavate riempiendo la ciotola, ha deciso di spararsi un'overdose di pecorino DOP da 12 sbleuri al chilo al grido di "Libertè, pour la Madonne!".

Inserite il basilico nel cestello, ignorando le sue invettive che giungeranno copiose e truculente.
ALT!!!
Com'è quel basilico? Eh? Fate vedere un po'? Lo sapevo... a foglia larga. E io che ho scritto? Mi frega cazzo che "alla Coop questo c'era!". 
Cosa sento? Cosa odo? "Ma che differenza c'è"? C'è una differenza ENORME.
Non voglio fare l'integralista (quello del culo del golem, per capirci), ma il basilico a foglia larga non va per niente bene. 
Prima di tutto, ha un vago sapore di menta. A 'sto punto, frullate pure il dentifricio no?
Seconda cosa, dentro ha poco "succo" ed è quello che conta. 
Ci vuole il basilico a foglia piccola, che è ancora un concentrato d'amore verde. Meglio ancora se su ogni rametto ci sono al massimo tre-quattro foglioline.
Tanto per capirci, questo.
 
Quindi, mettete quella minchia di basilico A FOGLIA CORTA nel cestello e riprendete a frullare A INTERMITTENZA, aggiungendo l'olio a filo un po' per volta.

Quando avrete ottenuto quella che, con classe ed eleganza, potremo chiamare "la sciolta di Hulk", il pesto è pronto.

Aspettate qualche minuto, mettetelo in un bel barattolo, coprite con olio d'oliva e... OH, L'OLIO D'OLIVA!
Vi avevo detto che avrei dovuto parlarvene. Ma se non mi ricordo io le cose, voi non mi dite niente?
La ricetta originale prevede olio d'oliva NON extravergine, perché ha un sapore meno forte.
Io però l'oliommerda che ci rifilano quando non è extravergine non lo uso nemmeno per i cardini che cigolano, quindi vi consiglio un extravergine dal gusto delicato.

Dicevo... coprite il pesto con l'olio, chiudete il barattolo e mettetelo pure in frigo. Una notte a rimuginare sui suoi peccati di gioventù farà in modo che l'aglio prenda coscienza del suo potere satanico e dia al tutto quella punta di piccante che plaude il vizio e la virtù deride.

Invitate gli amici a cena e, all'inevitabile domanda: "Buono! Cos'è, Tigullio?", tirate fuori il coltellaccio che tenevate sotto il tavolo per le occasioni come questa e fate una strage tipo Dexter.
"Scusa, hai detto Tigullio?"

GNAM! GNAM!

P.S.
Dice: "Ma tre noci non ce le metti?"
Tiè, contento?

sabato 10 marzo 2012

Ricetta: Spaghetti aglio, olio e peperoncino con quel pizzico di rogna in più

Gordon Ramsey non lo vedo proprio, Jamie Oliver mi fa ridere e Vissani... dai, non scherziamo nemmeno.

SPAGHETTI AGLIO, OLIO E PEPERONCINO CON QUEL PIZZICO DI ROGNA IN PIU'

Facciamo finta che siano questi, anche se sappiamo tutti che i miei sono meglio.

Ingredienti (le dosi inventatevele, io ho da fare):
 
• Spaghetti grossi (lo so, sono un viziUoso... quelli normali non mi bastano)
• Aglio (ma va'?)
• Olio extravergine d'oliva
• Peperoncino (e stavolta non sento storie, ha da esserci e manco poco)
• Pecorino romano grattugiato (meglio specificare, non si sa mai chi mi legge...)
• Prezzemolo fresco


Preparazione

Iniziate mettendo sul fuoco la pentola con l'acqua per la pasta. Potete anche non farlo, ma poi non dite che non vi avevo avvertiti.

C'è chi mette il sale subito e chi solo quando l'acqua bolle. Se lo mettete subito, dovrete attendere un paio di minuti in più per l'ebollizione. In caso contrario, spero che non siate rincoglioniti come me.
(Ah, quante meravigliuose paste sciape, condite con imprecazioni saporitissime!)

Prendete una padella e poggiatela sul fuoco. Quando sarà bella calda (a voi la scelta del metodo empirico per stabilirlo), versate dentro l'olio.
Avete già tagliato aglio e peperoncino? No? E mo' so' cavoli vostri! Come? Non ve l'avevo detto? Che scusa banale...

D'accordo. Allora prendete la macchina del tempo e tornate indietro a prima di mettere la padella sul fuoco.
Come macchina del tempo, io vi consiglio il TARDIS di Doctor Who. Poi fate voi...
Ora prendete un tagliere bislercio e un coltello affilato. Togliete il gatto dal tagliere. Voltatevi un secondo. Togliete nuovamente il gatto dal tagliere. Lavate e asciugate il tagliere. Mi raccomando di lavarlo quanto basta da togliere i peli di gatto ma da preservarne il bislerciume. E' importante.

L'aglio apritelo in due nel senso dell'altezza e togliete quella che viene comunemente chiamata "anima". Non servirà a nulla, ma vi illuderete di aver evitato il Fiato di Satana. Chi sono io per togliervi le illusioni?

Tagliate lo spicchio a cubetti di circa 3-4mm di lato, a meno che non vogliate toglierlo dalla padella prima di mangiare (ne parleremo dopo): in quel caso, lasciatelo diviso a metà.

Prendete un bel peperoncino incazzato. Per essere sicuri, speditegli nel pomeriggio una falsa lettera a nome di Equitalia. 
Tagliatelo a rondelle e tornate alla macchina del tempo per riportarvi al momento in cui avete versato l'olio in padella.

[NERD MODE ON] Sì, potreste anche aspettare di tornare normalmente al punto esatto. In questo modo, però, incrocereste il vostro stesso flusso temporale con effetti disastrosi che non sto qui a elencarvi (fra le altre cose, vi ritrovereste improvvisamente abbonati a Libero). Ma che sto a spiegarvi queste cose? Sicuramente sapete già tutto di paradossi temporali! [NERD MODE OFF]

Se avete bisogno di rinfrescarvi la memoria, potete chiedere a lui.
Controllate se l'olio è in temperatura, infilandoci dentro la punta di uno spaghetto o un pezzetto piccolo di aglio o peperoncino. Se fanno le bollicine, vuol dire che è il momento giusto (oppure vi stanno prendendo in giro).
Se decidete di provare immergendo un dito, le bollicine le farete voi dalla bocca. Provate, è divertente (true story).

Inclinate la padella in modo che l'olio finisca tutto in fondo. NON VERSO DI VOI, a meno che non vogliate infrangere due terzi dei comandamenti (sì, anche "Non commettere atti impuri" - Non chiedetemi come e usate la fantasia).

Versate aglio e peperoncino nel pozzetto untuoso. Immediatamente si coalizzeranno e organizzeranno una rivoluzione. Al momento non dovete preoccuparvene: la metteranno in atto solo dopo essere finiti nel vostro apparato digerente.

Ora arriva il bello. Capire a che punto bisogna spegnere il fuoco. Per fortuna, vi arriva in soccorso la scienza.
Potrete anche non crederci, ma la questione è stata dibattuta per anni dai massimi esponenti dell'intelighenzia mondiale, che alla fine ha decretato questo:
E' questione di CULO.

Io però sono sempre un passo avanti e vi dico: contate un minuto esatto e poi spegnete il fuoco, mantenendo la padella inclinata finché aglio e peperoncino non avranno smesso di soffriggere. In questo modo, l'aglio diventerà croccante senza bruciarsi (e, soprattutto, senza diventare amaro).
Se l'avete lasciato diviso a metà, è il momento di toglierlo.
NON CON LE DITA, altrimenti sapete già come va a finire...

Vi ricordate di Fra' Ciuccetto, vero? E' sempre quello sulla destra.
Quando l'acqua bolle, infilateci dentro gli spaghettoni (ODIO il termine "buttare la pasta") e dedicatevi alla tritura... tritatura... tritaggio... Insomma, mettetevi a tritare grossolanamente il prezzemolo.

ATTENZIONE!!! Non siate stolti! I rametti piccolini che collegano le foglie al rametto principale VANNO TENUTI: sono la parte migliore del prezzemolo.
Questa è una dritta che viene direttamente da Faso, bassista di Elio e le Storie Tese. Vi sembra forse il tipo che scherzi?

Per carità! Un gentiluomo così distinto...
Scolate la pasta al dente e versatela in padella. Riaccendete il fuoco e fatela saltare per un minuto. Spegnete il fuoco, aggiungete prezzemolo e pecorino, e girate.

Abbuffatevi come delle suore di clausura, ve lo meritate.

Appena terminata l'orgia malefica, mettetevi accanto al telefono: sta per telefonarvi quella ragazzina dai capelli rossi che vi piace tanto. Sì, quella che non si è fatta viva per 3 mesi e proprio ora vi chiama per dirvi: "Sono a casa da sola e mi annoio, perché non passi qui da me? Così mi aiuti a infilare il copripiumone al letto, da sola non ce la faccio".
La vostra reazione sarà esattamente questa.
Non ci sono santi. Inventativi un impegno, un malore, una rettoscopia, la morte tragicomica di un parente prossimo per indigestione di rane vive. Al limite, mandatela a fare in culo urlando selvaggiamente: avrete comunque più possibilità di conquistarla in seguito, piuttosto che presentarvi da lei con i sandali di Padre Pio in bocca.
Potete pure non crederci, ma indossava questi.
Se invece cederete, sappiate che è perduta per sempre. Già al "ciao" sulla porta di casa, per lei assumerete la stessa attrattiva di Maurizio Mosca in mutande.
GRAZIE AL CIELO, foto in mutande non se ne trovano. Anche così, comunque, rende l'idea.
Lo so: la vita è crudele. Non ditelo a me. Mentre vi scrivo ho accanto Pinolo.

GNAM! GNAM!

martedì 24 gennaio 2012

Ricetta: Pasta e fagioli del buiaccaro

Quando ho degli amici a cena, sanno che da me possono aspettarsi cose tipo risotto all'arancia, tagliatelle al curry e noci, riso al brandy e mandorle, ecc.
Ma siccome non devo dimostrare niente a nessuno (men che meno a gente che passa il tempo a leggere quello che scrivo io), ecco cosa vi presento oggi.

PASTA E FAGIOLI DEL BUIACCARO

Questa non è la mia. La mia è meglio, ma non mi andava di fotografarla.


Ingredienti (per 1 persona, notare la tristezza):

•    1 barattolo di fagioli cannellini (sì, barattolo: tanto non avete a cena Gordon Ramsey)
•    60 gr. di pasta (io preferisco i ditaloni rigati, senza ironia)
•    Concentrato di pomodoro
•    Alloro
•    Peperoncino (ma se siete degli gnè gnè potete non metterlo)
•    Olio d'oliva extravergine
•    1 scalogno
•    ½ bicchiere di Tavernello rosso (sta' a vede' che spreco un Nero d'Avola)


Preparazione

Prendete lo scalogno (anzi, il NOSTRO scalogno, come dicono alla TV) e tritatelo finché non gli passa la voglia di fare tanto il simpatico, dopodiché gettatelo nella pentola a pentirsi dei suoi peccati nell'olio bollente, insieme ad alloro e peperoncino (se non siete degli gnè gnè).

Quando lo scalogno avrà smesso di bestemmiare, fiondate un vermetto di concentrato di pomodoro e il mezzo bicchiere di vino.
Non rispondete al telefono: è vostra nonna che vuole attaccarvi una pippa mostruosa e farebbe bruciare tutto. 

Piuttosto, quando il vino si sarà rappreso, buttate dentro l'intero contenuto del barattolo di fagioli. NON scolateli prima!!! Dentro quell'acqua merdosa c'è esattamente la quantità di sale che vi serve, né più né meno. A meno che non compriate la marca del supermercato, che costa meno ma è un po' meno salata (non che vi faccia male per una volta, eh?).

Nota per i particolarmente viziuosi! Togliete due cucchiai di fagioli dal barattolo, frullateli con il minipimer e buttateli nella melma che sobbolle in pentola: vedrete che bella cremina!

Alzate la fiamma al massimo, girate il tutto, riempite nuovamente il barattolo di acqua calda e svuotatelo nella pentola. Ma senza rancore.

Intanto pesate la pasta. Secondo me bastano 60 grammi, ma se siete ingordi potete anche arrivare a 80. Di più non ve lo consiglio, ma per cattiveria.

Quando la schifezza che avete messo in pentola bollirà come Iddio comanda, abbassate la fiamma, coprite con un coperchio (se mi leggi e sei il diavolo, arrangiati in qualche modo) e mettete il timer a 10 minuti.

Ricordatevi di far partire il timer, sennò poi sono porconi che cadono.

Passati i 10 minuti, rialzate la fiamma e mettete in pentola la pasta. ATTENZIONE!!! Ricordatevi di togliere il coperchio PRIMA di lasciar cadere la pasta, altrimenti farete la fine del povero Fra' Ciuccetto… che a forza di bestemmie finì dritto all'infere a farsi ingroppar da Satanasso!

Fra' Ciuccetto è quello a destra.

Se doveste notare che l'acqua scarseggia, aggiungetela! Ma che devo dirvi tutto io?

Al termine della cottura, spegnete il fuoco, coprite nuovamente la pentola e fate passare altri 5 minuti per terrorizzare la pietanza.

Mentre già il vostro stomaco vi starà facendo causa, sollevate il coperchio (ricordatevi di Fra' Ciuccetto…), togliete l'alloro e aggiungete un filo d'olio a crudo. PRIMA togliete l'alloro e DOPO mettete l'olio, altrimenti fate una porcheria e dovete lavarvi di nuovo le mani (poi vi si abbassa il PH, perché avete la pelle delicata e tutte quelle stronzate lì).

Mettete il meraviglioso contenuto in una ciotola e aspettate l'inevitabile amico che vi piomba in casa a sorpresa con due pizze.

GNAM GNAM!

Attenzione! L'immagine potrebbe non rispecchiare esattamente le vostre sembianze.