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mercoledì 4 giugno 2014

Non battere le palpebre!


Dice: "Ma ti sei accorto, sì, che è un anno che non scrivi niente su questo blog?".
Quello che dice, ovviamente, è Pinolo, il mio megalofelino.
"Sì, Ok, Pinolo. Innanzitutto non mi sembra che si sia lamentato nessuno, quindi..."
"Ma che c'entra? Da quando in qua i blog si scrivono per gli altri? I blog te li scrivi per te e, nel 99% dei casi, te li leggi da solo".
"A maggior ragione! Visto che è una cosa per ME, lo aggiorno quando stracazzaccio voglio io, no?".
"Vabbè, se ti metti a fare il sofista allora è inutile".
"Pinolo, sai benissimo che non voglio essere insultato con parole che non conosco!"
"Minus habens..."
"Ok, metà croccantini per una settimana".

A quel punto, Sua Rotondità allarga le pupille come Padre Justin di Carnivàle, mi addenta una mano e se ne va producendo uno strano miagolio che assomiglia molto a "Malimortaccituadestofiodenamignotta".

Dice: "E chiccazzè Padre Justin?". Ecco, è questo bell'omino qui sopra.
 
OK, è passato un anno. E allora? Non è che sia cambiato molto nella mia vita.
Ho perso 8 chili, ho avuto alti e bassi lavorativi, ho preso un paio di meritatissimi due di picche... solite cose.

"Solite cose un paio di palle!"

Oggi è giornata.
Davanti a me c'è Omega. Voi vi chiederete: chi è Omega? È presto detto: Omega sono io. O meglio... sono il me del 2042, incattivito e incazzato per tutte le minchiate che avrò fatto fino ad allora. Ogni tanto torna a trovarmi per insultarmi e rimproverarmi di avergli rovinato la vita.

"Ciao, Omo".
"Non chiamarmi così, stronzetto".
"Veramente preferirei non chiamarti e basta. Allora, che vuoi?"
"Intanto vorrei una pensione, coglionazzo di un coglionazzo. Bello fare il freelance, eh? Peccato che arrivato a 70 anni non hai più gli occhi buoni..."
"...e il cervello...", penso io.
"Guarda che lo so cos'hai pensato, grancazzone! E per colpa della tua mancanza di previdenza e lugniri... murigni... cuzzenbazz..."
"Lungimiranza?"
"Sì, quella. Insomma, per colpa tua io sono costretto a vivere della generosità degli altri. E no: sai benissimo che non posso darti nessun dettaglio".
"Senti, non è proprio il momento. Devo tradurre un film horror della minchia e..."
"Te lo dico io qual è un film horror! Essere costretto a chiedere a Lapinella e Francesco di dormire sul loro divano!"
"Sei sicuro di essere il MIO futuro e non quello di Salvo?"

Salvo Agente è un amico comune. Fra le altre cose, è un genio. Ma di quelli veri. Non come succede ora, che basta che fai un gioco di parole della minchia e ti tirano i "genio" appresso. Credetemi, parlo per esperienza personale. Comunque, un giorno ve ne parlerò. Per ora vi anticipo solo che, fra le sue tante caratteristiche, c'è anche quella di farsi un tour delle case dormendo un po' qua e un po' là. In cambio, prepara dei pasti esagerati. La leggenda dice che si materializzi direttamente sugli zerbini, già con il dito sul campanello, e che non abbia dormito nello stesso posto per più di 3 giorni consecutivi dal novembre del 2008.

"Allora, 42 anni buttati al vento, sappi che se fossi il futuro di Salvo, non avrei tutti i problemi che ho!"
Quindi gli è andata bene, nella vita. So' contento, se lo merita.

"Senti, Omo, mi dici stavolta che vuoi?"
"Devi scrivere sul blog".
"E no, però! Ti ci metti anche tu?"
"È importantissimo!"
"Ma perché?"
"Non te lo posso dire"
"Omo?"
"Sì"
"Vaffanculo"
"Non fare il coglione. La tua... la nostra vita può cambiare se pubblichi un aggiornamento del blog il 4 giugno alle 12:28 in punto".
"Certo, come no..."
"Sul serio! Non posso entrare nei dettagli, ma questo post rivoluzionerà tutto"
"E cosa devo scrivere?"
"Non lo so. Nel mio futuro non l'hai scritto, quindi..."
"Quindi come cazzo fai a sapere che cambierà tutto?"
"La gente pensa che il tempo sia una mera progressione di cause ed effetti. Ma in realtà, da un punto di vista non lineare e non soggettivo, è piu' una grossa palla di traballante e traballosa... roba... temporaleggiante".
"Questa l'ho già sentita..."
"Insomma, SCRIVI!"
"Ma non ho niente da scrivere!"
"Non importa. Stronzo. Fanculo. Addio!"
E se ne va, con un rumore di chiave che struscia sulle corde di un pianoforte.

So' tutti buoni... anzi, so' tutto buono a dire "Scrivi".
Mi metto davanti al computer... niente. 
Esco in terrazza... niente.
Mentre sono lì che mi dispero, rientra Pinolo.
Mi guarda con l'espressione di chi ordina "CIBO!"
"Va bene. Ora ti do da mangiare"
"Non voglio da mangiare"
Oh, questa è nuova...
"E allora che vuoi?"
Dice: "Ma ti sei accorto, sì, che è un anno che non scrivi niente su questo blog?".

Una grossa palla di traballante e traballosa... roba... temporaleggiante.

lunedì 8 ottobre 2012

Una brutta giornata (po-pom... po-pom...)


...e poi arrivano quelle giornate che iniziano male.

Quelle in cui, nel dormiveglia, qualcosa ti graffia l'interno dell'occhio rendendoti cieco e lacrimante per tutto il giorno (sì, nonostante questo sto davanti al computer... ci tengo a non avere una vita, IO!).

Prontamente, come sempre in questi casi, la Madonna si siede sul bordo del letto e ascolta con pazienza tutto quello che ho da dirle. Non sono cose belle, ma è giusto che le sappia. Alla fine mi ringrazia, si accende una Muratti e guarda pensosa per un po' fuori dalla finestra.
Forse stavolta ci sono andato un po' troppo pesante.
Mestamente, si allontana salendo in cielo senza proferir verbo che plauda il vizio o la virtù derida.

Mentre per metà sono Ray Charles (e infatti con la mano destra faccio degli assoli di piano da paura), mi avvicino a tentoni al bagno. Purtroppo, la mancanza di profondità mi tradisce. Più che a tentoni, la porta la raggiungo a dentoni.

Questo anticipo ligneo di colazione mi spinge quasi a richiamare l'Immacolata, ma penso che per oggi ne abbia avuto abbastanza quindi ripiego sul di lei fanciullo (che comunque dà sempre le sue soddisfazioni).

Mi guardo allo specchio: ho un uovo sodo al posto dell'occhio destro e un principio di ematoma al labbro superiore.
Mentre già prefiguro scenari apocalittici (amputazione del labbro, occhio di vetro, Biagio Antonacci...), suona il telefono.

Correndo a rispondere, rovescio tastiera e mouse del PC, che avevo lasciato acceso la notte per scaricare certi film d'autore che non sto a spiegarvi. No, sul serio... sono cose straniere, non li conoscete. Davvero. 
OK, avete mai sentito parlare de "La leggenda del dito in culo"? Visto? L'avevo detto che non li conoscevate!

Comunque, cadendo a terra, tastiera e mouse creano casualmente un evento stranissimo. Scrivono e inviano una mail al premier dal testo: "Ti ucciderò. Firmato: El Satàn".
Può succedere.

Al telefono è un sedicente promoter della British Telecom, che mi chiede di passare alla loro compagnia per le telefonate della mia azienda.
Ora... io non ho una azienda e nemmeno una partita IVA.
Glielo spiego e il tizio inizia a urlare: "Vaffanculo! Fai schifo, devi morire! So dove abiti! Io so' de Fiano Romano! T'apro in due col cric!".

Riappendo e faccio appena in tempo a sentire le sirene della polizia, che viene a prendermi per la storia della mail a Monti. Nel tentativo di fuga, rimango impigliato nella stampante, che inizia a stamparmi sul braccio ampi brani tratti dal Capitale di Marx.
(E' da quando avevo 13 anni che voglio citare questa battuta di Woody Allen... finalmente realizzo il mio sogno).

Apro la porta di casa trafelato, ma mi si para davati Pinolo che mi guarda serissimo e dice: "Cibo".

"Pinolo, senti io ora sarei un attimo nei guai perché..."
"Cibo".
"Ascolta, è successo..."
"No: cibo".

Per prendere i croccantini del felino cetaceo, posizionati sotto il lavello della cucina, sbatto pesantemente la testa sulla ceramica.
Stavolta c'è poco da fare: mi tocca rivolgermi direttamente al Capo dei Capi, prodigandomi in rivelazioni su cui si è aperto un dibattito dotto all'Università di Tubinga.

A quel punto la polizia fa irruzione in casa e mi

Salve.
Sono il colonnello Hans Van Svansen, massima autorità mondiale nel campo della lotta alla stronzata.
Sono stato costretto a intervenire, censurando il resto di questo post, perché aveva mandato il minchiometro fuori scala.
Sia ben chiaro: nessuno ama una bella risata come me.
A parte forse mia moglie e alcuni suoi amici.
Anzi, a dire il vero credo che molti amino una bella risata più di me.
Ma non è questo il punto.
Ho il dovere di proteggere gli eventuali lettori di questo blog dalla valanga di assurdità che sono state scritte.
La tastiera e il mouse che compongono la mail? Sul serio? Il gatto che parla? L'autore forse ci crede così idioti da credere o ridere di fesserie simili?
Mi scuso per l'obbligatoria intromissione e tolgo il disturbo. Per completezza del post, lascerò solo l'ultima frase.
Firmato: Col. Hans Van Svansen - Ufficio stronzate e discorsi di Matteo Renzi.

...e così, mentre Lady Gaga si accoppiava con Carlo delle Piane al grido di "Perché tanto odio?", capii finalmente tutto: il tagliaunghie!
Come avevo fatto a non pensarci subito?

mercoledì 12 settembre 2012

Io e le donne (degli altri)

Sdraiato sul divano, sto guardando il TG di La7 quando mi scappa un mezzo sospiro.
Subito, Pinolo mi piomba addosso come il cinghiale del Brioschi.
Nel caso non ce l'aveste presente...

"Beh? E allora? Che cazzo succede? Che è 'sto sospiro? Mica saranno finiti i croccantini, vero? Parla, bastardo! Parla o ti cavo gli occhi!"

"No, Pinolo...", rispondo massaggiandomi una delle tre costole incrinate.

"E allora che ti sospiri, imbecille? Vuoi mettermi ansia?"

Innanzitutto, ripeto che non era un sospiro ma un MEZZO sospiro. Più una cosa da "E vabbè..." che da "Mannaggia!". Pare 'na stronzata, ma c'è differenza.

Il punto è che sto notando una strana tendenza. In questi due anni che sono tornato single, mi è capitato di conoscere e anche di passare del tempo con delle ragazze. Niente di particolare: due chiacchiere fuori da un locale con amici, una cena, cose del genere. Con alcune, la mia reazione è rientrata in una casistica che va da "Però guarda che bel sorriso che ha!" a "OMIODDIO! E' UNA DONNA STRAORDINARIA! LA MIA ANIMA GEMELLA! NON CREDEVO CHE NE AVREI INCONTRATA UN'ALTRA! LE PIACCIONO LE COSE CHE PIACCIONO A ME, HA I MIEI STESSI INTERESSI E ANCHE UN GRAN SENSO DELL'UMORISMO! PRESTO, ANDIAMO A CORRERE FELICI IN CAMPI DI MARGHERITE COME LAURA INGALLS NELLA SIGLA DE LA CASA NELLA PRATERIA! EVVIVA! EVVIVA!". *
*True story

Ecco, in questi casi, non c'è mai stato scampo. Come MINIMO erano impegnate. Anzi, sembrava che la regola fosse: più mi piacciono e più tendono al secondo figlio con il terzo in arrivo.

Finisco di spiegare la situazione a Pinolo, che rimane un attimo in silenzio guardandomi come se fossi un povero stronzo. Poi dice: "Che povero stronzo!". Così, per ribadire il concetto.

"Scusa, Pinolo, ma che dovrei fare? Provarci con una ragazza già impegnata? Lo sai che per me è una cosa fuori discussione"

"Mi dici allora che fai, in quei casi?"

"Mah... faccio in modo che non si dimentichino di me, cammino in equilibrio precario sul filo del non detto, resto in giro e spero che prima o poi si lascino"

"E nel frattempo loro che fanno?"

"Di solito si sposano"

"E tu come ti senti?"

"Come un povero stronzo"

"Ed ecco che il cerchio si chiude", stigmatizza Pinolo, mordicchiandosi una zampa.

In quell'esatto momento, appare nella stanza l'Immacolata Concezione. Non è bello accoglierla in mutande e con un felino enorme sullo stomaco, ma... poteva anche andare peggio!
Per qualche motivo che ignoro, quando mi si palesa, l'Immacolata Concezione assume le sembianze di Cher ventenne.

"Figliolo, che succede ora? Perché invochi a quel modo il mio nome?"

"Veramente, Santa Vergine, io non v'ho nominata affatto..."

Lei rimane un attimo interdetta, poi realizza: "Ah, già. No, scusa... è che per caso vi stavo ascoltando e ho pensato che a questo punto avresti fatto sicuramente il mio nome"

In effetti, mi aveva preceduto di pochi decimi di secondo. O forse mi aveva letto il pensiero.

Poi l'Immacolata si è voltata verso Pinolo, ha stretto i denti e ha detto minacciosa: "Ciao Pinolo..."
"Salve, Imma...", ha risposto il megalofelino con un ghigno di sfida.
Prima o poi devo assolutamente raccontarvi l'origine di questa ruggine fra Pinolo e la Madonna, ma oggi mi sto dilungando anche troppo.

Maria sparisce cantando anacronisticamente "Believe" e mi ritrovo di nuovo solo con il felix obesus, che mi apostrofa così: "Fammi capire, testa di minchia... Com'è possibile che TUTTE le ragazze che incontri e ti piacciono siano impegnate?"

"Ma non lo so, ti dico! Sarà una questione d'età..."

"ALT!", mi interrompe Gatzilla. "Ma perché, hai imposto un limite di età?"

"Beh... diciamo che la cerco fra i 32 e i 40, ecco..."

"E per quale cazzo di motivo, se mi è consentito chiedere, quelle al di sotto dei 32 le snobbi, please?". Certe volte Pinolo cambia registro anche tre volte nel giro di una frase. 

"Non le snobbo, che stupidaggine! Ma... come posso dirti... Ho 40 anni, è una questione di riferimenti. Non abbiamo vissuto le stesse cose. Io che sono cresciuto a Muppet Show e Goldrake e una ragazza che sia venuta su a Dawson's Creek e Dragonball... insomma, ho paura che dopo un po' non sapremmo di che parlare. Ci mancherebbero le basi comuni. Non voglio dover mettere una didascalia se faccio un riferimento a... per dire... la sigla finale de La casa nella Prateria o quella de Il Trenino cantata da Christian De Sica!".

Pinolo mi guarda con l'espressione di chi pensa "Il ragionamento l'ho capito, ma avrei preferito non farlo per quanto è stronzo" e poi mi risponde: "Senti un po', gran minchione... Secondo te, perché tanti quarantenni si mettono con le ventenni?"

"Perché sono uomini tristi e credono così di restare giovani?"

"Perché sono le uniche LIBERE!!! Perché quelle di 32-40 anni non sono rimaste ad aspettare TE, imbecille! E spontaneamente non lo lasceranno MAI il loro partner ed è anche superfluo dire che lui non lascerà MAI loro. Quindi... o infrangi la tua sacra legge morale e inizi a provarci con quelle impegnate, o abbassi il limite d'età e inizi a documentarti su Zumba Fitness e gLee!"

Lo guardo un attimo in silenzio, poi prendo il telecomando e gli dico: "Oppure potremmo finire di vederci la seconda stagione di Game of Thrones".

Pinolo mi squadra senza fiatare, poi scende dal mio stomaco, si accomoda sul divano, stira una zampa e mi fa: "Anche questa non è una cattiva idea".

Mi torna alla mente un ricordo di una sera di un annetto e mezzo fa, in macchina in Via Gallia. "Pinolo, sai che la prima a parlarmi di Game of Thrones è stata..."

"Non rompere il cazzo, che ce sta er nano!", mi interrompe.

Beh, in effetti Peter Dinklage è un grande attore.


domenica 5 agosto 2012

L'amore di gruppo



Lo confesso: non l'avevo mai fatto. Mi ci sono ritrovato per caso. 

Alla fine di una cena, la proposta era venuta da Francesco: "Che ne dici, Fabbiotu'? Secondo me viene fuori una cosa carina!".

Osservai gli altri due presenti: Lapinella e mio fratello Uzzazziz. Non ero convinto.
"Guarda, Francesco... non ti devi offendere, ma io ho problemi persino a farlo in due! Queste cose mi vengono meglio da solo".

Lapinella attivò la modalità Jessicarabbit, inclinandosi in avanti quel tanto che bastava per mettere in evidenza il perame e sussurrando: "E dai... siamo noi. Se poi non ti piace, puoi sempre smettere".

Guardai mio fratello, che fumava come al solito, cercando in lui un appoggio morale. Anche senza parlare, il suo "Ammenonmenefregauncazzo" era evidentissimo.

"Dai, è andata Fabbiotu'!", disse Francesco, e lo tirò fuori.
Poi lo attaccò alla presa della corrente, caricò MacOs e iniziò a descrivere la situazione:
"C'è questo spettacolo che faremo a fine agosto a Pescara. Al momento c'è una data sola, ma hai visto mai... L'idea è: quattro favole parodiate. Per ora abbiamo l'inizio della prima. Che ne dici? Lo scriviamo noi quattro insieme?".

Che potevo dire?

Dopo due settimane di lavoro intenso, la prima stesura è completa e dell'idea iniziale è rimasto un vago ricordo.
Però avevano ragione: mi è piaciuto parecchio e mo' ho voglia di rifarlo.

Tutta colpa delle pere di Lapinella, come al solito! 

domenica 8 luglio 2012

La sindrome di Sheldon Cooper

"Bravo! Bravo! Ma è meraviglioso!!!".

La mia amica Lapinella applaude estasiata come una bambina, mentre un venditore di giochi di prestigio le fa apparire due palline di gommapiuma in mano (invece che solo una, come lei si aspettava).
Queste, per la precisione.

Mentre ci allontaniamo sul Lungotevere, il demone del Puntalcazzo inizia a rodermi dentro. "E dai... che sarà mai... tanto è una sciocchezza!".

Cedo.

"Sai come ha fatto? Ha premuto la seconda pallina sulla prima e quindi te le ha messe in mano tutte e due fin dall'inizio".

Lei si ferma, mi guarda e passa dalla modalità A alla modalità B. Lapinella ha diverse modalità. La A è quella che io chiamo "Folletto": saltella, ridacchia e strillicchia piena d'energia. La B è la "Moteromperculo". Non credo ci sia bisogno di descriverla.

Francesco, suo partner storico, mi guarda come a dire: "Fabbiotu', mo' so cazzi tua".

"Sei uno stronzo!!!", mi grida. "Ma perché devi sempre fare così? Mi ha messo in mano due palline? E allora? Sticazzi! Non potevi lasciarmi sognare? La pianti di essere sempre Sheldon Cooper?".

Questo è Sheldon Cooper. Se non sapete chi è... Google è vostro amico.

"Ma io..."

"Ma io un par di palle. Di gommapiuma!!!". La modalità B, a volte, sfora decisamente nella C, detta "La volgarona". Solitamente, viene usata in compagnia per far ridere gli amici. Quando diventa tutt'uno con la B, sono cavoli.

"Stotestadecazzolimortaccituapezzodemmerdache... UH, I PALLONCINI!!!".

Altra caratteristica di Lapinella è passare repentinamente da una modalità all'altra. Infatti, si allontana saltellando verso il venditore di palloncini, indicandone ridacchiando uno che DOVREBBE essere un coniglio ma assomiglia più a un pene eretto da 60 cm. Sì, anche le modalità A e C a volte si mescolano. 

Francesco mi dà una pacca sulla spalla e mi dice: "Fabbiotu', te la sei cercata". Poi raggiunge la sua adorata metà e le compra il "falloncino". Eviterò di riferire le 6 pose mimate da Lapinella appena avuto il regalo. 
Una la chiameremo "Ma non è un hot dog".

Li guardo e penso che è vero. Perché devo sempre precisare tutto? Non potrei lasciar correre tante cose? Che fastidio mi dà, in fondo, se uno scrive "fa" con l'accento? Perché sento l'istinto irrefrenabile di dire l'anno di pubblicazione di ogni canzone che viene citata?

Che poi uno rischia di diventare così...

Mentre Lapinella assume la posa "Vediamo se ho la febbre", mi riprometto che non lo farò più. D'ora in poi, vivi e lascia vivere!

Poi torno a casa, vado su Facebook, e leggo questo.

"bello callo callo... co sto callo... prima o poi ce fai er callo... Callo cor callo... t'accalla e nun s'accolla... ma ndo lo collochi? ar callo, no?"

Niente di che. Un amico di Lapinella (e ti pareva) che commenta una sua foto. Poi, però, aggiunge: "sonetto composto appositamente". 

SONETTO?!?

Tralasciando le variazioni (caudato, rinterzato, eccetera), un sonetto ha le sue regole! Tanto per cominciare, deve essere composto da due quartine e due terzine interamente in endecasillabi! Poi deve avere una gestione delle rime interna, a scelta dell'autore.
No, razza di ignoranti! Non è Giuliano Ferrara, né Giuseppe Battiston. E' Giovanni Pascoli, vi venisse un colpo!
E lì, il demone del Puntalcazzo inizia a urlare ferocemente: "GRAAAAARRRRR!!! Fagliela vedere, a 'sto stronzo! Riducilo a un pizzico! Magnatelo vivo!".

"Ma nemmeno lo conosco... e poi ho deciso di smetterla".

"Gnè gnè gnè... la signorina ha paura!"

"Ma paura di che?!?"

"Della reazione di Lapinella!!!"

Un po' ci aveva preso, dannato demone. Avevo dovuto ridere forzatamente a tutte le pose col "falloncino" per tornare al classico rapporto fraterno con la mia amica che, per tutto il resto della serata, era rimasta in modalità Follarona (Folletta+Volgarona). 
Avevo accennato un sorriso anche quando il "falloncino" si era sgonfiato, riducendosi a un vermetto minuscolo, e lei aveva detto: "Ecco! Prima era quello di Frange', ora è quello tuo!".
Che poi, il mio amico Francesco a John Holmes un po' gli assomiglia pure.
Mentre ero lì che litigavo con il demone del Puntalcazzo, mi arriva un messaggio privato. E' Lapinella.

"Te stai a rode er fegato per il Sonetto, eh stronzone? :-D".

Io a Lapinella voglio davvero bene.

Come Sheldon Cooper vuole bene a Penny.

lunedì 28 maggio 2012

Un blog che galleggia e attira le mosche

"Fabbiotu', noi siamo due merde!".
Il mio amico Francesco mi saluta così. Innanzitutto, sì: Fabbiotu' sono io. Non ho ancora ben capito se sia una contrazione+elisione del mio nome e cognome, oppure se sia un'unione del mio nome più il pronome personale "tu" per rafforzarlo. In questo caso, parlando di sé, lui dovrebbe dire "Francéio".

Comunque, secondo lui siamo due merde. Già il fatto di non ritrovarmi inserito da solo nella categoria mi consola: potremo chiacchierare amabilmente, mentre la corrente ci trasporta galleggiando verso il mare.
Raggiunto il quale, probabilmente andremmo a vivere insieme qui.

Sì, ma perché saremmo due merde?

"Perché non aggiorniamo i nostri blog da una vita!".

Ok, allora chiariamo un punto. Innanzitutto Francesco non aggiorna il suo da quasi tre mesi, mentre io da meno di due. Quindi è PERLOMENO di un terzo più merda di me. Ora, io non so che unità di misura si utilizzi per misurare il grado di stercaggine (un Brunovespio? Un Carlocontio? Un Gilettio? Un Bazluhrmanio?), però non siamo di sicuro sullo stesso gradino del podio!

"Eh, no! Ma io ci ho avuto da fare, Fabbiotu'!"

E qui voglio aprire una breve parentesi sul fatto che la gente ritenga che io non faccia un cazzo tutto il giorno (tranne riempire le frasi di congiuntivi, come appena dimostrato).
Sì, lavoro da casa. Sì, con il computer. E sì, traduco videogiochi (anticipo la domanda: No, non gioco gratis).
Mettiamoci pure che sì, mi sveglio alle 9 e non devo spostarmi nel traffico (a meno che Pinolo non mi ostruisca il passaggio per la stanza in cui c'è il computer).
Questo non vuol dire che io non faccia NULLA dalla mattina alla sera.
Esprimo pazientemente questo concetto a Francesco. Lui mi ascolta, rimane qualche secondo in silenzio, poi scuote un attimo la testa.

"Uh, scusa Fabbiotu'! Quando inizi a parlare, solitamente il mio cervello si astrae e inizia a pensare a quello che devo fare. Eh, beato te che non hai un cazzo da fare tutto il giorno e puoi permetterti di parlare così tanto!".

Per fortuna, il professor Hans Von Sfanz mi ha fornito un prototipo di proiettore neurale. Per cui lo punto sulla testa di Francesco, poi lo collego al televisore e rivediamo a cosa stava pensando mentre parlavo: MILF padovane che stendono la sfoglia.
Esatto, non usa il mattarello. E non guardatemi così: questa è la fantasia erotica di Francesco, NON la mia!

"Vabbuo', Fabbiotu'! L'omm' è omm'! Beato te che a 'ste cose non ci pensi mai!".

Pure?!? Nient'altro? Sono single da quasi due anni, credi davvero che non mi passino mai per la testa immagini di mondine vercellesi che si riposano ascoltando vecchi 33 giri dopo una lunga giornata di lavoro?
No, perché mo' volete venirmi a dire che la Mangano in "Riso amaro" era brutta!?!
Però un po' una merda mi ci fa sentire... In effetti dovrei scrivere più spesso.
 
"OK, Francesco! Allora ti sfido: vediamo chi di noi due aggiorna prima il suo blog!"
 
"Bella forza, Fabbiotu'! Io sto sul set dalla mattina alla sera, tu ti spaparacchi bello comodo sulla poltrona con il gatto accanto! Come si chiama... Pitale? Cannolo?"
"Pinolo! Ma ti pare che chiamavo il gatto Pitale?!?".
"E che ne so, tu sei Tuttostrano!".

E tre. Sono pure tutto strano. Anzi, Tuttostrano, tutto attaccato, come se fosse un soprannome. Forse "Fabbiotu'" sta per "Fabbiotuttostrano"!!!

Pinolo alza un attimo la testa dalla caviglia sopra cui mi si è acciambellato, sbuffa un "Guarda che è già mezzogiorno..." e si riaddormenta.
 
Mezzogiorno?!? Ma io devo lavorare!!! Quanto tempo ho perso?
Poi mi lamento se la gente pensa che non faccio un cazzo tutto il giorno...


P.S.:
Ah... questo è il blog di Francesco. E sì, non c'è bisogno che me lo diciate. Lo so già che è MOLTO meglio del mio.

martedì 27 marzo 2012

L'inevitabile countdown (quarta e ultima parte)

27 marzo (-1)

Oggi è la giornata mondiale del teatro. Questo vuol dire che domani sarà la giornata mondiale della seconda replica e, come sanno tutti gli addetti ai lavori, la seconda replica è sempre un disastro.

O per meglio dire, come nel caso di questo spettacolo, so' cazzi.

Questo pensiero comunque non mi abbatte. Complice la giornata calda e soleggiata, oppure il perenne intontimento donatomi dallo Spididol preso per combattere il mal di testa del risveglio (sempre sia maledetto l'inventore del glutammato monosodico e chi lo mette a tradimento nei sacchetti di popcorn, tra l'altro rendendoli disgustosi), oggi mi è tornata l'euforia. E sfido chiunque altro a inserire ben 3 righe di parentesi e proposizioni subordinate rimanendo comunque leggibile!

Pinolo si lecca una zampa, evidentemente poco preso dal mio entusiasmo saltellante per casa. Non è un entusiasmo enorme, giusto un accenno. Una specie di pulcino. Nei momenti in cui mi prendo una pausa dal lavoro, mi si piazza davanti, spalanca gli occhietti e prorompe in un - ovviamente - entusiasta e sorridente "Pio!".

Ovviamente lui non c'entra nulla e... sì, somiglia in maniera inquietante al cuoco Vissani. Chissà se bestemmia anche come lui.
A quel punto, anch'io gli sorrido e mi rimetto al lavoro. Lui si allontana sculettando fino alla prossima pausa.

Finalmente potrò sfoggiare il mio fascino da single quarantenne, un po' uomo e un po' bambino. Frotte di giovini adoranti accorreranno, attratte dal mio spirito artistico e dal mio irresistibile senso dell'humor. Ah, con che cuore potrei deluderne le aspettative?

Ecco un esempio di come mi immagino le mie future spasimanti. Voi ve la sentireste di rattristarle?

E' anche vero che, da quando sono tornato "scapolo", alla classica profezia degli amici ("Eh, sei tornato sul mercato!") è corrisposto uno sciopero a oltranza dei consumi ortofrutticoli. Ma tutto questo sta per cambiare! Il fatidico 4 mi renderà appetibile come una svendita di 10 carciofi a 5 euro!

Tutto questo senza contare il Superenalotto, di cui avevo già scritto. Chissà perché non ci ha pensato mai nessuno che per vincere basta giocare il giorno del proprio quarantesimo compleanno? Popolo stolto e bue!

Avanti, popolo!
Insomma, ormai ci siamo. Il countdown è finito. Da mezzanotte inizia il decennio più bello, divertente, emozionante e sorprendete della mia vita.
Ovviamente siete tutti invitati a trascorrerlo con me.

lunedì 26 marzo 2012

L'inevitabile countdown (terza parte)

26 marzo (-2)

Lo so, il tempo stringe: dovrei fare un resoconto della mia vita fino a questo punto. Tirare le somme e magari lanciare anche qualche sottrazione. Però non mi viene. Da quel punto di vista, mi avvicino al quarantennale con un soave menefreghismo. Non mi viene nemmeno da fare dei propositi per il futuro.

"Io li ho fatti i propositi. Per cominciare, pubblicherò il mio primo disco!".
Cerco di mantenere lo sguardo più neutro possibile, mentre Ubaldo mi dice questa cosa. Evidentemente non ci riesco, perché mi lascia sul tavolo un "Ammazza che amico" e se ne va. A saperlo che bastava così poco...

Però sono abbastanza convinto che i dieci anni fra i 40 e i 50 saranno i migliori della mia vita. Quindi non posso sprecarli come uno stronzo! Ogni giorno dovrà essere un fuoco d'artificio!

"Mi hai convinto", ronfa Pinolo alzando appena lo sguardo. "Cosa farai il 28?"
"Beh... di giorno lavorerò e la sera credo che... resterò a casa a guardare la TV o a giocare con la PS3".
"Ah, vabbè...", felineggia il tigrato colossale e si rimette a dormire. 
Prima però sussurra un: "Io almeno non mi prendo per il culo da solo...".

Vabbè, ma io non sono tipo da grandi feste! Proprio no. Quando sono nella stessa stanza con più di quattro persone inizio a perdere l'orientamento.
Una volta, a un capodanno a casa di amici, mi hanno ritrovato nudo sul tetto mentre tentavo di saltare verso la Stella Polare.
 
Non siate stolti, non guardate il dito. E sì... lo so che quella è la luna e non la Stella Polare.

"Fra una grande festa e un enorme squallore ci sono anche infiniti stadi intermedi...", borbotta il megalomicio. Grave errore. Sollevo di colpo dal divano i suoi 7 kg. e mezzo e li sbatto malamente in giardino.
Si affaccia un attimo alla finestra per guardarmi con un misto di schifo e pietà (più schifo) e si allontana sculettando verso una palma.

Più la data si avvicina e più perdo entusiasmo. La consapevolezza che alla fine sarà un giorno come gli altri si fa sempre più forte. Dannato cervello, da quando sono nato non mi ha causato altro che guai!

Intanto in casa mia sono tornate le zanzare. Lo prendo come un affronto personale.

domenica 25 marzo 2012

L'inevitabile countdown (seconda parte)

25 marzo (-3)

Ok, qualcosa è effettivamente cambiato nel mio metabolismo.
Per la prima volta, oggi ho subito il passaggio all'ora legale come se fossi appena tornato da un viaggio a Hong Kong.
O a Ladispoli, che solitamente mi fa lo stesso effetto.

In effetti si nota una spiccata somiglianza. Scommetto che non riuscite a distinguerle, vero?

Ciondolo, sbadiglio, sonnecchio, borbotto e mi gratto la testa. Resisto all'impulso di ributtarmi a letto solo perché so bene che la pagherei cara: risveglio alle 23 e conseguenti ritmi sonno/veglia sincronizzati con Detroit per i prossimi 20 giorni.
Manco avessi amici a Detroit da chiamare...

A proposito. Succede solo a me oppure, in quei momenti in cui avrei proprio voglia di fare due chiacchiere con qualcuno, su Skype, Facebook, Messenger, Strunzik, Fracazzer ecc. non c'è mai NESSUNO?!?

Quando inizi a identificarti con Michael Scott, vuol dire che qualcosa proprio non va.

Il fatto che questi attacchi di socialità mi prendano solitamente fra l'una e le tre del mattino è puramente un dettaglio.

"Coccola me!", mi risponde Pinolo, rotolandosi pancia all'aria e producendo un ronfo intorno ai 15db.
 "Pinolo, non è la stessa cosa!", obietto.
 "Certo che no, io sono morbido!", risponde lui.

Niente da fare, è impossibile far ragionare un gatto obeso.

sabato 24 marzo 2012

L'inevitabile countdown (prima parte)

23 marzo (-5)

A 5 giorni dal mio quarantesimo compleanno, inizio a scrivere l'inevitabile post autoreferenziale.
Finalmente 40. Basta con i 39. Ogni volta che mi chiedevano l'età, mi guardavano come se pensassero: "Dice 39 per non dire 40!".
Invece la mia era solo precisione, appena sconfinante nella pignoleria.
Ora finalmente potrò dire QUARANTA e sentirmi rispondere: "Ma no! Ma non ci credo! Ma te ne davo almeno 10 di meno!!!".
Sì, frequento solo bugiardi compulsivi. Fa miracoli per la mia autostima. Sono gli stessi che, dopo un po' che non ci vedevamo, mi fanno: "Ma quanto ti sei dimagrito?".
Domineiddio, o chi per lui, li benedica sempre!

Ecco i miei amici, fotografati all'ultimo capodanno.

Ammetto che un po' di euforia immotivata ce l'ho. In fondo, mica tutti ci arrivano ai 40. Prendete Mozart, o Kurt Cobain. Sapere che, almeno in questo, sono migliore di Mozart è un bel risultato.

E' inutile che mi guardi così, Wolfgang!

Pinolo mi guarda come se guardasse un imbecille. 
"Ti guardo come se guardassi un imbecille", mi dice. 
A volte, sa essere parecchio didascalico.
"Cosa ti aspetti che succeda? Diventerai ricco? O famoso? Troverai l'amore? Probabilmente, l'unica cosa che cambierà è che il ginocchio ti farà un po' più male".
A volte, Pinolo dimentica che dipende da me per la sua alimentazione. Grave errore. Se ne accorgerà presto.


24 marzo (-4)


Pinolo mi guarda male, moromorando fra i denti frasi tipo "Ti sgozzerò nel sonno, lurido maiale". Non ha preso bene la mia ritorsione alimentare di ieri.


Ho deciso che il 28, dopo tanto tempo, giocherò al Superenalotto. 
Sì, è un cliché. Sì, è ridicolo. Sì, sono soldi buttati.
Beh, con tre "Sì" direi che non posso proprio farne a meno!
Se dal 29 sparisco dalla circolazione, può voler dire solo due cose:
1) Ho effettivamente vinto e allora potete pure cancellarmi dalla memoria, perché non mi rivedete più.
2) Ho effettivamente vinto, ma ho perso/distrutto la ricevuta e allora potete venire a cercarmi in fondo a un burrone o fra le ruote di un treno.

Oppure Pinolo è passato alle vie di fatto.

mercoledì 22 febbraio 2012

Anche stavolta... però poi... e certo che... ti pareva!

Per molto, moltissimo tempo ho schifato Facebook.
Così come, prima di lui, ho schifato MySpace.
E, prima ancora, Second Life.
E i telefoni cellulari.
Adesso schifo Twitter.

Se Twitter fosse un CD, ecco come me l'immagino.


Fatto sta che, però, alla fine Facebook è riuscito a catturarmi.
Anche perché non ne potevo più di sentire Pinolo che mi diceva: "Ma guarda che è forte! Piantala di vivere nel medioevo! Il futuro è questo!".

Lo guardavo sospettoso, spolverando la mia collezione di vinili a 78 giri di Mario Del Monaco.

Provate a conquistare una così con un MP3 di Kanye West a 128 kbps!


Insomma, mi sono aperto l'account.

Col tempo, sono iniziate le prime incazzature feroci nel leggere bufale evidenti passate come verità nascoste ai più. Ma non a noi, perché noi siamo più intelligenti degli altri e a noi non la danno a bere, LORO! Loro avranno pure organizzato complotti megamiliardari, uccidendo decine o centinaia di persone, ma non sono riusciti a fermare il proprietario del blog www.notiziedelmenga.it!
E un giorno qualcuno mi spiegherà finalmente chi sono LORO, visto che è sempre LORO la colpa.

A me piace immaginarli così.

Pinolo mi fa: "Ma che ti frega... ma lascia stare...".
Invece io l'ho presa come una missione, alla quale mi dedico con un furore sacro degno del miglior Torquemada.

Poi ci sono i criptici. Quelli che pensano una cosa, che riguarda solo loro, e invece di tenersela nei meandri della testa la postano così come gli viene. E noi a leggere una serie di:
"Eh, sì... però visto che avevo ragione?"
Su COSA, Iddio ti fulmini?

"Meglio... molto meglio così..."
Qual era l'alternativa, oltre a scrivere qualcosa di comprensibile? Che i cavalli di Odino ti trascinino giù dal Valhalla appeso per lo scroto! 

"Adesso basta davvero... è tempo di farla finita."
Non illuderci, per poi rivelare che vuoi solo cambiare taglio di capelli. Che Ade usi il tuo sfintere come bersaglio per i tizzoni ardenti!



Cambiando categoria, ho un amico che posta solo modelli muscolosi nudi visti di culo. Per carità, la bellezza è sempre bellezza... ma dopo un po' mi stancherei anche di quello di Nadia Cassini!

Uff, che noia...

Un'altra mette solo foto melense accompagnate da frasi ancor più stucchevoli.
Un esempio? Un neonato addormentato con accanto la frase: "Solo se i tuoi sogni saranno puri come i suoi, potrai realizzarli".
Quindi immagino che il threesome con Cobie Smulders e Zooey Deschanel sia fuori discussione.
Così, tanto per dire...


E io, invece?
Beh, il mio ruolo è un po' quello del "divulgatore": quando vedo qualcosa che mi piace, la piazzo su Facebook.
Che poi, in fondo, è quello che facevo anche prima inviando decine di mail in copia. Ora è più semplice: un clic e via!
E quindi invado le bacheche dei miei amici con link su cinema, musica, politica, strisce dei Peanuts e pensierini vari.
E mi sembra appena giusto.

Però Pinolo mi ha tolto l'amicizia.

domenica 12 febbraio 2012

Ubaldo

La Madonna mi guarda con aria severa, mi punta contro il suo indice intimidatorio e chiede: "Figliolo, perché dici queste cose su di me? Che ti ho fatto di male?".

Inserendo "Madonna severa" come chiave di ricerca in Google Images, questa è la prima immagine che si ottiene.
Lo so: non è la Madonna giusta e non sembra nemmeno particolarmente severa. 
Prendetevela con Google.

Immediatamente dirigo il suo sguardo sul cancello di casa mia. Quasi nello stesso istante, lancia un'accusa pesantissima sull'onestà del suo unico figlio concepito senza peccato e sparisce.

Dietro la falsa protezione del ferro battuto, in attesa che io risponda alla sua citofonata e gli conceda di entrare in casa mia, c'è Ubaldo.

Ubaldo Silvestri, classe 1972 come me, ex compagno del liceo. Una trappola mortale.

Che faccio? Rispondo o no? Faccio finta di non essere in casa? Pinolo mi guarda terrorizzato e mi intima: "Ma che ci stai anche a pensare? Allontanati da quel citofono!".
Non sono convinto... magari stavolta ha un motivo serio per venirmi a rompere le scatole di sabato, con la NEVE!

Dopo una breve colluttazione con Pinolo, che vinco solo lanciando una manciata di croccantini lontano (ma che mi causa una leggera incrinatura di due costole), alzo il ricevitore.
"Chi è?", chiedo, sperando di ricevere come risposta "Natalie Portman in preda a un attacco di ninfomania".
"Apri, so' io...", risponde lui con il tono strascicato che ha sempre quando sta per accendere una smerigliatrice per passarla sul mio povero scroto.

Ormai sono fottuto. Pinolo, sgranocchiando gli ultimi croccantini, mi guarda con un misto d'odio e disprezzo.

"Ciao, Fa'... nun poi capi'!", esordisce subito. E io mi incazzo. Mi incazzo ancora, dopo tanti anni. Perché "non posso capire"? Forse perché sono uno stronzo arido senza cuore? Ok, magari è vero... ma non sottolinearlo, no?

Si siede e, senza nemmeno fingere di interessarsi alla mia vita, mi snocciola tutto un repertorio che oramai conosco a memoria da quasi 25 anni.
Ubaldo Silvestri è innamorato. E non ha speranze. E quindi non si dichiara. E si tiene tutto dentro.
Con tutti. Tranne che con ME.
Io devo sopperire a 5 miliardi di fottutissime persone che non ascolteranno mai i suoi dolorini adolescenziali. 10 miliardi di orecchie e altrettante palle! E la forza per fracassare tutti questi organi si riversa direttamente sui miei con un impatto da battaglia del fosso di Helm.

E scusate se è poco...

Ubaldo Silvestri è SEMPRE stato innamorato senza speranze. Da quando lo conosco. Ma soprattutto è sempre circondato da un'umidiccia aura di autocommiserazione, che ai miei occhi me lo fa apparire come uno di quei disgustosi lombrichi tagliati a metà che i bambini cattivi ti infilavano nel panino della merenda alle elementari.
E se non ve li infilavano, vuol dire che quei bambini stronzi eravate voi.

"Ubi, che ti devo dire... ci risiamo un'altra volta? Lo sai cosa posso risponderti, saranno cento volte che facciamo questo discorso..."
"Ammazza che amico, però... te l'avevo detto che non potevi capire!"

E se lo sapevi, perché allora sei venuto qui, brutto smerigliaminchie?
In quel mentre, la Madonna si affaccia un attimo alla finestra: lancia uno sguardo inorridito e scappa nuovamente, inseguita da Pinolo.
C'è un vecchio conto in sospeso, fra Pinolo e la Madonna. Ma questa è un'altra storia.

Ubaldo sembra quasi intenzionato ad andarsene. Forse stavolta non rischio la sterilità, quasi non ci credo.
E faccio bene a non crederci...

Appena lo vedo lanciare un'occhiata alle mie spalle, capisco. Dei tanti pensieri che contemporaneamente mi assalgono la mente, la quasi totalità accosta personalità religiose d'alto rango ai protagonisti della simpatica banda Disney.

Alle mie spalle, c'è l'arma più pericolosa da tenere in casa quando ci sia Ubaldo Silvestri nelle vicinanze: la mia chitarra.

"Ti faccio sentire l'ultima canzone che ho scritto? E' dedicata a lei!", è la sua palese dichiarazione di guerra.
Inizia a cantare e parte un tripudio di lacrime di gabbiano, schiume del mare, pugni contro i muri e, curiosamente e inspiegabilmente, soldati in una bisca. Il tutto inframezzato da "Dirididdì e diriddiddadda". E lì rimpiango il "Fancullallì fancullallero" dei Tenacious D.



Cerco di distrarmi pensando a cose più piacevoli, tipo una chiacchierata di un paio d'ore con due testimoni di Geova inferociti, ma è inutile: versi abominevoli come "Sirena bionda, l'hai visto il mare a novembre?" si insinuano comunque nelle mie orecchie, portandomi a elaborare nuove e sconvolgenti rivelazioni sulla reale natura della Santissima Trinità.

Finalmente, Ubi-Wan Kenubi termina il suo strazio con un volo pindarico fra "grida di silenzio" e "perle di dolore" e assume la posa post-finale.
Io ODIO la posa post-finale.
Fondamentalmente, suona l'ultimo accordo. Poi rimane fermo a guardare verso il basso per alcuni secondi, tira un gran respiro e tira su la faccia fissandomi dritto fingendo di stare trattenendo le lacrime.
In quei momenti, vorrei tanto aprire un parcheggio per TIR nel suo culo al grido di "Avanti, che c'è posto anche per tre alla volta! Oggi è gratis, correte!".

Non chiedetemi per quale motivo, inserendo come ricerca "culo parcheggio TIR", esca fuori quest'immagine.
Comunque, l'espressione di D'Alema rende bene l'idea.

"No, beh... interessante. Il giro armonico è particolare", affermo senza nemmeno fingere un seppur minimo interesse.

Mi restituisce la chitarra e se ne va quasi senza salutare. Vorrei gridargli contro: "Sì, grazie! Non posso lamentarmi. Sono ancora single, ma va bene così. No, il ginocchio va molto meglio e ho anche ricominciato a fare gli esercizi. Il lavoro? Gennaio è sempre un mese morto, ma qualcosa si sta muovendo. Grazie ancora per avermelo chiesto, eh?".
Ma so che sarebbe tutto inutile.
Mette in moto la macchina e sparisce. Mi sembra che la casa stessa tiri un sospiro di sollievo.

Pinolo rientra in casa da una finestra della cucina. E' un po' arruffato. "Dovresti vedere come sta messa lei!", mi risponde trionfante.

Ma c'è qualcosa non va. Qualcosa che si è insinuato dentro di me, come il vermone che Kahn inserisce nell'orecchio di Checov.

Prima Il Signore degli Anelli, poi Tenacious D e ora Star Trek...
OK, con questo tasso di nerditudine posso pure mettere in preventivo altri tre anni almeno da single.

Cerco di resistere, ma non c'è niente da fare. E' più forte di me. Imbraccio la chitarra, sparo la posa da pre-inizio (respiro, sguardo concentrato e testa inclinata con un'espressione come se non riuscissi a sentire bene qualcosa) e attacco: "Sirena bionda, l'hai visto il mare a novembre?".