Per molto, moltissimo tempo ho schifato Facebook. Così come, prima di lui, ho schifato MySpace. E, prima ancora, Second Life. E i telefoni cellulari. Adesso schifo Twitter.
Se Twitter fosse un CD, ecco come me l'immagino.
Fatto sta che, però, alla fine Facebook è riuscito a catturarmi. Anche perché non ne potevo più di sentire Pinolo che mi diceva: "Ma guarda che è forte! Piantala di vivere nel medioevo! Il futuro è questo!".
Lo guardavo sospettoso, spolverando la mia collezione di vinili a 78 giri di Mario Del Monaco.
Provate a conquistare una così con un MP3 di Kanye West a 128 kbps!
Insomma, mi sono aperto l'account.
Col tempo, sono iniziate le prime incazzature feroci nel leggere bufale evidenti passate come verità nascoste ai più. Ma non a noi, perché noi siamo più intelligenti degli altri e a noi non la danno a bere, LORO! Loro avranno pure organizzato complotti megamiliardari, uccidendo decine o centinaia di persone, ma non sono riusciti a fermare il proprietario del blog www.notiziedelmenga.it! E un giorno qualcuno mi spiegherà finalmente chi sono LORO, visto che è sempre LORO la colpa.
A me piace immaginarli così.
Pinolo mi fa: "Ma che ti frega... ma lascia stare...". Invece io l'ho presa come una missione, alla quale mi dedico con un furore sacro degno del miglior Torquemada.
Poi ci sono i criptici. Quelli che pensano una cosa, che riguarda solo loro, e invece di tenersela nei meandri della testa la postano così come gli viene. E noi a leggere una serie di: "Eh, sì... però visto che avevo ragione?" Su COSA, Iddio ti fulmini?
"Meglio... molto meglio così..." Qual era l'alternativa, oltre a scrivere qualcosa di comprensibile? Che i cavalli di Odino ti trascinino giù dal Valhalla appeso per lo scroto!
"Adesso basta davvero... è tempo di farla finita." Non illuderci, per poi rivelare che vuoi solo cambiare taglio di capelli. Che Ade usi il tuo sfintere come bersaglio per i tizzoni ardenti!
Cambiando categoria, ho un amico che posta solo modelli muscolosi nudi visti di culo. Per carità, la bellezza è sempre bellezza... ma dopo un po' mi stancherei anche di quello di Nadia Cassini!
Uff, che noia...
Un'altra mette solo foto melense accompagnate da frasi ancor più stucchevoli. Un esempio? Un neonato addormentato con accanto la frase: "Solo se i tuoi sogni saranno puri come i suoi, potrai realizzarli". Quindi immagino che il threesome con Cobie Smulders e Zooey Deschanel sia fuori discussione.
Così, tanto per dire...
E io, invece? Beh, il mio ruolo è un po' quello del "divulgatore": quando vedo qualcosa che mi piace, la piazzo su Facebook. Che poi, in fondo, è quello che facevo anche prima inviando decine di mail in copia. Ora è più semplice: un clic e via! E quindi invado le bacheche dei miei amici con link su cinema, musica, politica, strisce dei Peanuts e pensierini vari. E mi sembra appena giusto.
La Madonna mi guarda con aria severa, mi punta contro il suo indice intimidatorio e chiede: "Figliolo, perché dici queste cose su di me? Che ti ho fatto di male?".
Inserendo "Madonna severa" come chiave di ricerca in Google Images, questa è la prima immagine che si ottiene. Lo so: non è la Madonna giusta e non sembra nemmeno particolarmente severa. Prendetevela con Google.
Immediatamente dirigo il suo sguardo sul cancello di casa mia. Quasi nello stesso istante, lancia un'accusa pesantissima sull'onestà del suo unico figlio concepito senza peccato e sparisce.
Dietro la falsa protezione del ferro battuto, in attesa che io risponda alla sua citofonata e gli conceda di entrare in casa mia, c'è Ubaldo.
Ubaldo Silvestri, classe 1972 come me, ex compagno del liceo. Una trappola mortale.
Che faccio? Rispondo o no? Faccio finta di non essere in casa? Pinolo mi guarda terrorizzato e mi intima: "Ma che ci stai anche a pensare? Allontanati da quel citofono!".
Non sono convinto... magari stavolta ha un motivo serio per venirmi a rompere le scatole di sabato, con la NEVE!
Dopo una breve colluttazione con Pinolo, che vinco solo lanciando una manciata di croccantini lontano (ma che mi causa una leggera incrinatura di due costole), alzo il ricevitore.
"Chi è?", chiedo, sperando di ricevere come risposta "Natalie Portman in preda a un attacco di ninfomania".
"Apri, so' io...", risponde lui con il tono strascicato che ha sempre quando sta per accendere una smerigliatrice per passarla sul mio povero scroto.
Ormai sono fottuto. Pinolo, sgranocchiando gli ultimi croccantini, mi guarda con un misto d'odio e disprezzo.
"Ciao, Fa'... nun poi capi'!", esordisce subito. E io mi incazzo. Mi incazzo ancora, dopo tanti anni. Perché "non posso capire"? Forse perché sono uno stronzo arido senza cuore? Ok, magari è vero... ma non sottolinearlo, no?
Si siede e, senza nemmeno fingere di interessarsi alla mia vita, mi snocciola tutto un repertorio che oramai conosco a memoria da quasi 25 anni.
Ubaldo Silvestri è innamorato. E non ha speranze. E quindi non si dichiara. E si tiene tutto dentro.
Con tutti. Tranne che con ME.
Io devo sopperire a 5 miliardi di fottutissime persone che non ascolteranno mai i suoi dolorini adolescenziali. 10 miliardi di orecchie e altrettante palle! E la forza per fracassare tutti questi organi si riversa direttamente sui miei con un impatto da battaglia del fosso di Helm.
E scusate se è poco...
Ubaldo Silvestri è SEMPRE stato innamorato senza speranze. Da quando lo conosco. Ma soprattutto è sempre circondato da un'umidiccia aura di autocommiserazione, che ai miei occhi me lo fa apparire come uno di quei disgustosi lombrichi tagliati a metà che i bambini cattivi ti infilavano nel panino della merenda alle elementari.
E se non ve li infilavano, vuol dire che quei bambini stronzi eravate voi.
"Ubi, che ti devo dire... ci risiamo un'altra volta? Lo sai cosa posso risponderti, saranno cento volte che facciamo questo discorso..."
"Ammazza che amico, però... te l'avevo detto che non potevi capire!"
E se lo sapevi, perché allora sei venuto qui, brutto smerigliaminchie?
In quel mentre, la Madonna si affaccia un attimo alla finestra: lancia uno sguardo inorridito e scappa nuovamente, inseguita da Pinolo.
C'è un vecchio conto in sospeso, fra Pinolo e la Madonna. Ma questa è un'altra storia.
Ubaldo sembra quasi intenzionato ad andarsene. Forse stavolta non rischio la sterilità, quasi non ci credo.
E faccio bene a non crederci...
Appena lo vedo lanciare un'occhiata alle mie spalle, capisco. Dei tanti pensieri che contemporaneamente mi assalgono la mente, la quasi totalità accosta personalità religiose d'alto rango ai protagonisti della simpatica banda Disney.
Alle mie spalle, c'è l'arma più pericolosa da tenere in casa quando ci sia Ubaldo Silvestri nelle vicinanze: la mia chitarra.
"Ti faccio sentire l'ultima canzone che ho scritto? E' dedicata a lei!", è la sua palese dichiarazione di guerra.
Inizia a cantare e parte un tripudio di lacrime di gabbiano, schiume del mare, pugni contro i muri e, curiosamente e inspiegabilmente, soldati in una bisca. Il tutto inframezzato da "Dirididdì e diriddiddadda". E lì rimpiango il "Fancullallì fancullallero" dei Tenacious D.
Cerco di distrarmi pensando a cose più piacevoli, tipo una chiacchierata di un paio d'ore con due testimoni di Geova inferociti, ma è inutile: versi abominevoli come "Sirena bionda, l'hai visto il mare a novembre?" si insinuano comunque nelle mie orecchie, portandomi a elaborare nuove e sconvolgenti rivelazioni sulla reale natura della Santissima Trinità.
Finalmente, Ubi-Wan Kenubi termina il suo strazio con un volo pindarico fra "grida di silenzio" e "perle di dolore" e assume la posa post-finale.
Io ODIO la posa post-finale.
Fondamentalmente, suona l'ultimo accordo. Poi rimane fermo a guardare verso il basso per alcuni secondi, tira un gran respiro e tira su la faccia fissandomi dritto fingendo di stare trattenendo le lacrime.
In quei momenti, vorrei tanto aprire un parcheggio per TIR nel suo culo al grido di "Avanti, che c'è posto anche per tre alla volta! Oggi è gratis, correte!".
Non chiedetemi per quale motivo, inserendo come ricerca "culo parcheggio TIR", esca fuori quest'immagine. Comunque, l'espressione di D'Alema rende bene l'idea.
"No, beh... interessante. Il giro armonico è particolare", affermo senza nemmeno fingere un seppur minimo interesse.
Mi restituisce la chitarra e se ne va quasi senza salutare. Vorrei gridargli contro: "Sì, grazie! Non posso lamentarmi. Sono ancora single, ma va bene così. No, il ginocchio va molto meglio e ho anche ricominciato a fare gli esercizi. Il lavoro? Gennaio è sempre un mese morto, ma qualcosa si sta muovendo. Grazie ancora per avermelo chiesto, eh?".
Ma so che sarebbe tutto inutile.
Mette in moto la macchina e sparisce. Mi sembra che la casa stessa tiri un sospiro di sollievo.
Pinolo rientra in casa da una finestra della cucina. E' un po' arruffato. "Dovresti vedere come sta messa lei!", mi risponde trionfante.
Ma c'è qualcosa non va. Qualcosa che si è insinuato dentro di me, come il vermone che Kahn inserisce nell'orecchio di Checov.
Prima Il Signore degli Anelli, poi Tenacious D e ora Star Trek... OK, con questo tasso di nerditudine posso pure mettere in preventivo altri tre anni almeno da single.
Cerco di resistere, ma non c'è niente da fare. E' più forte di me. Imbraccio la chitarra, sparo la posa da pre-inizio (respiro, sguardo concentrato e testa inclinata con un'espressione come se non riuscissi a sentire bene qualcosa) e attacco: "Sirena bionda, l'hai visto il mare a novembre?".
Quando ho degli amici a cena, sanno che da me possono aspettarsi cose tipo risotto all'arancia, tagliatelle al curry e noci, riso al brandy e mandorle, ecc.
Ma siccome non devo dimostrare niente a nessuno (men che meno a gente che passa il tempo a leggere quello che scrivo io), ecco cosa vi presento oggi.
PASTA E FAGIOLI DEL BUIACCARO
Questa non è la mia. La mia è meglio, ma non mi andava di fotografarla.
Ingredienti (per 1 persona, notare la tristezza):
• 1 barattolo di fagioli cannellini (sì, barattolo: tanto non avete a cena Gordon Ramsey)
• 60 gr. di pasta (io preferisco i ditaloni rigati, senza ironia)
• Concentrato di pomodoro
• Alloro
• Peperoncino (ma se siete degli gnè gnè potete non metterlo)
• Olio d'oliva extravergine
• 1 scalogno
• ½ bicchiere di Tavernello rosso (sta' a vede' che spreco un Nero d'Avola)
Preparazione
Prendete lo scalogno (anzi, il NOSTRO scalogno, come dicono alla TV) e tritatelo finché non gli passa la voglia di fare tanto il simpatico, dopodiché gettatelo nella pentola a pentirsi dei suoi peccati nell'olio bollente, insieme ad alloro e peperoncino (se non siete degli gnè gnè).
Quando lo scalogno avrà smesso di bestemmiare, fiondate un vermetto di concentrato di pomodoro e il mezzo bicchiere di vino.
Non rispondete al telefono: è vostra nonna che vuole attaccarvi una pippa mostruosa e farebbe bruciare tutto.
Piuttosto, quando il vino si sarà rappreso, buttate dentro l'intero contenuto del barattolo di fagioli. NON scolateli prima!!! Dentro quell'acqua merdosa c'è esattamente la quantità di sale che vi serve, né più né meno. A meno che non compriate la marca del supermercato, che costa meno ma è un po' meno salata (non che vi faccia male per una volta, eh?).
Nota per i particolarmente viziuosi! Togliete due cucchiai di fagioli dal barattolo, frullateli con il minipimer e buttateli nella melma che sobbolle in pentola: vedrete che bella cremina!
Alzate la fiamma al massimo, girate il tutto, riempite nuovamente il barattolo di acqua calda e svuotatelo nella pentola. Ma senza rancore.
Intanto pesate la pasta. Secondo me bastano 60 grammi, ma se siete ingordi potete anche arrivare a 80. Di più non ve lo consiglio, ma per cattiveria.
Quando la schifezza che avete messo in pentola bollirà come Iddio comanda, abbassate la fiamma, coprite con un coperchio (se mi leggi e sei il diavolo, arrangiati in qualche modo) e mettete il timer a 10 minuti.
Ricordatevi di far partire il timer, sennò poi sono porconi che cadono.
Passati i 10 minuti, rialzate la fiamma e mettete in pentola la pasta. ATTENZIONE!!! Ricordatevi di togliere il coperchio PRIMA di lasciar cadere la pasta, altrimenti farete la fine del povero Fra' Ciuccetto… che a forza di bestemmie finì dritto all'infere a farsi ingroppar da Satanasso!
Fra' Ciuccetto è quello a destra.
Se doveste notare che l'acqua scarseggia, aggiungetela! Ma che devo dirvi tutto io?
Al termine della cottura, spegnete il fuoco, coprite nuovamente la pentola e fate passare altri 5 minuti per terrorizzare la pietanza.
Mentre già il vostro stomaco vi starà facendo causa, sollevate il coperchio (ricordatevi di Fra' Ciuccetto…), togliete l'alloro e aggiungete un filo d'olio a crudo. PRIMA togliete l'alloro e DOPO mettete l'olio, altrimenti fate una porcheria e dovete lavarvi di nuovo le mani (poi vi si abbassa il PH, perché avete la pelle delicata e tutte quelle stronzate lì).
Mettete il meraviglioso contenuto in una ciotola e aspettate l'inevitabile amico che vi piomba in casa a sorpresa con due pizze.
GNAM GNAM!
Attenzione! L'immagine potrebbe non rispecchiare esattamente le vostre sembianze.
Ah, la gente convinta che la propria vita sia interessante...
Tutti così impegnati a scrivere righe e righe su ciò che è accaduto negli ultimi cinque minuti, sicuri che milioni di persone non facciano altro che premere "Aggiorna" sulla pagina del loro stramaledetto blog.
E, per carità, non fatemi nemmeno iniziare a parlare di Twitter.
Io lo so che la mia vita è poco interessante. Quindi non aspettatevi di trovare la verità, su questo blog.
Al grido di "Pimp my life!", riempirò le righe di minchiate inverosimili, panzane evidenti, fanfaluche clamorose, stronzate primordiali e razzle dazzle per gradire.
"Ma no... ma così non va bene...".
Quello che ha appena parlato è Pinolo, il mio gatto. Anzi, uno dei miei due gatti. Anzi, due dei miei gatti, visto che pesa 7 Kg. e mezzo.
E sì, Pinolo parla. Ha iniziato a farlo da quando sono tornato single, più o meno... e lo so cosa state pensando tutti, ma non è così: lui parla! Solitamente per chiedere cibo o coccole, a volte per contraddirmi.
"Come puoi pretendere che la gente si affezioni a quello che scrivi, se già metti in conto che non è la verità? Purr... purr... e sfamami, per la madonna!".
Pinolo a volte sa essere poco rispettoso della religione. Soprattutto quando ha fame. Va bene, andiamo a riempirgli la ciotola di croccantini!
"Quindi dici che dovrei scrivere solo la verità?", gli chiedo mentre aspira il contenuto della ciotola tipo Hoover a 3500 watt.
"Perché no?", risponde rotolando sulla pancia (è il suo modo di pretendere le carezze).
"Perché non succede nulla, nella mia vita! Mi sveglio, lavoro, cazzeggio e vado a letto!".
"Hai detto poco... Io dormo, faccio purr purr, pappa e cacca! Eppure i filmati dei gatti sono cliccatissimi su Youtube!".
(Non ci credevate, vero? E questo è il meno peggio...)
"Non ho proprio intenzione di mettere filmati di me che caco sul blog, Pinolo!"
"Era per dire... purr purr..."
E va bene, allora... scriverò la verità. Niente esagerazioni, abbellimenti e voli di fantasia.
Troppo tempo libero. Assolutamente troppo. Due settimane senza lavorare, senza voglia di far nulla... e allora dove sbattere l'inutilmente ampio capoccio?
Toh, nel 2007 avevo aperto questo blog! Dentro c'era solo un post, si chiamava "Questa è una prova". All'interno, due parole dal significato tuttora criptico: "Prova prova".
E così, a distanza di 5 anni, eccomi a scriverci nuovamente. Anche se sarebbe più corretto dire "per la prima volta". Cioè, "corretto" no perché in realtà c'è stato il messagio di prova, ma... Oh, vabbè, mi avete capito.
L'unica certezza è che non sarà un appuntamento fisso: lo aggiornerò quando ne avrò voglia, come ne avrò voglia e perché ne avrò voglia.
E cercherò di essere divertente, per quanto mi sarà possibile. Oppure saccente, sgradevole e presuntuoso.
Quindi... "o fero o piuma".
Parlerò del mio lavoro di traduttore (per quanto mi sarà permesso dalle clausole di segretezza che ho firmato, in base alle quali potrei subire l'espianto forzato di organi vitali se rivelassi troppo), del mio hobby di traduttore di serie TV per Itasa, di musica, cinema, letteratura, arte, politica... e un po' anche della mia vita, sebbene sia interessante quanto una videolezione notturna sulla stratificazione degli integrali.
Questo è quanto ed è anche troppo, per ora. Ad maiora!